David Bowie e l’accusa di stupro.

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Photo credits: http://www.flickr.com/photos/chadossman

Disclaimer: questo articolo vi farà arrabbiare.

Qualche settimana fa, mentre portavo a spasso Frida, il mio cane, la notizia mi ha colpita violentemente, come un palo preso in piena faccia: David Bowie è morto.

Ho suonato il campanello per rimandare su il cane e, dopo esserci rispettivamente augurati una buona giornata, ho deciso che il citofono sarebbe stato perfetto per comunicare a mio marito la cattiva notizia. Avevo gli occhi lucidi e non sapevo come processare il lutto.

David Bowie non era l’artista che più ha influenzato la mia vita, musicalmente (e non) parlando, ma ho moltissimi ricordi legati alla sua musica e personalità. Il mio film preferito in tutta la mia infanzia e pre-adolescenza è stato Labyrinth. La sua interpretazione probabilmente non merita un oscar, intendiamoci, ciononostante ha segnato la mia infanzia. Non dimentichiamoci poi del ruolo per la comunità queer-LGBT: il suo alter-ego Ziggy Stardust e le sue dichiarazioni (poi manipolate o addirittura smentite) in merito alla sua sessualità hanno fatto da spartiacque a decine di artisti che hanno azzardato un pericoloso coming-out (pericoloso per gli standard dell’epoca) in seguito; tutine aderenti, LaTeX, trucco e parrucco, che sfoggiava con una grazia che in tutta la mia vita non riuscirò mai a raggiungere, hanno rideterminato i confini di genere (almeno nell’apparenza). Insomma un’icona gay, un artista poliedrico e un personaggio camaleontico. Praticamente ciò che ogni artista vorrebbe diventare.

Se non fosse per quella piccola accusa di stupro (da cui è stato assolto) e dalla rivelazione di Lori Mattix al Thrillist qualche mese fa, dove dichiara di aver perso la verginità con David Bowie.

He focused his famously two-colored eyes on me and said, “Lori, darling, can you come with me?”(…) He walked me through his bedroom and into the bathroom, where he dropped his kimono. He got into the tub, already filled with water, and asked me to wash him. Of course I did. Then he escorted me into the bedroom, gently took off my clothes, and de-virginized me.

Mi guardò con i suoi famosi occhi di colore diverso e mi disse “Lori, tesoro, puoi venire con me?” (…) Attraversammo assieme la sua stanza da letto e ci dirigemmo in bagno, dove fece cadere il kimono che indossava. Entrò nella vasca, già piena d’acqua, e mi chiese di lavarlo. Naturalmente lo feci. Poi mi accompagnò in camera da letto, mi svestì con delicatezza e mi deflorò.

Peccato avesse 14 anni. Quindi, per legge, si tratta di sesso con minore, anche se consenziente. Ma 14 anni si può essere davvero coscienti di quello che sta accadendo, specialmente se messi di fronte al proprio idolo, il tutto condito da alcool (e altre droghe)? Lei afferma di essere stata protetta, non sfruttata. Io la vedo un po’ diversamente e mi piacerebbe che si smettesse di perpetrare questa idea della protezione, della gioia e della superbia per essere stata quella scelta tra tutte dall’artista famoso, per lasciare spazio alla vera e cruda realtà delle cose: un uomo adulto che fa sesso con una ragazzina è una cosa inaccettabile e non deve essere giustificata. Mai.

Entrambe le accuse rimangono tali: semplici e non dimostrate accuse. Di certo il tempismo è stato perfetto (o pessimo), forse qualcuno ha deciso di cavalcare l’onda e ne ha approfittato per lanciare il sasso. Resta il fatto che due donne hanno raccontato di un Bowie poco gentleman. Non potrei mai screditare la parola di queste persone che parlano una di stupro e l’altra, praticamente, pure. Ci pensa già la società a farlo, giorno dopo giorno, quando una vittima con segni evidenti di violenza deve pure dimostrare di averla subita.

Partiamo dunque dal fatto che queste due donne hanno detto il vero. Come possiamo conciliare la figura dell’idolo musicale e del mondo gay (quindi un po’una sorta di protettore di una minoranza discriminata) con qualcosa di così inumano come una violenza su due persone incapaci, in quella determinata situazione, di difendersi? Come si può accettare che il tuo mito dell’infanzia abbia fatto qualcosa di così spaventoso?

Non giocherò la carta dell’errare humanum est, perché qui non si tratta di un semplice errore di valutazione, ma di atti commessi con cognizione di causa e (non)coscienza. Non ho nemmeno intenzione di liquidare questi avvenimenti dicendo che sono passati tanti anni. Tutto questo per rispetto delle vittime di stupro.

Quello che di certo non voglio fare è giustificare queste azioni con l’uso di stupefacenti, la moda delle groupie in quegli anni, un periodo storico differente. Uno stupro rimane uno stupro nel 2016 come lo era nel 1970.

Forse inquieterà un po’ tutti sapere che tra i nomi più influenti dello spettacolo degli ultimi 50 anni molti possono essere accusati a posteriori di stupro (o, se vogliamo addolcire la pillola, in alcuni casi: sesso con minore).
Jimmie Paige (ne parla la stessa Lori Mattix), Mike TysonRoman PolanskyMichael JacksonCharlie SheenWoody Allen… potrei, purtroppo, andare avanti per ore.

Hoo, my little pretty one, my pretty one
When you gonna give me some time, Sharona?
Hoo, you make my motor run, my motor run
Gun it comin’ off of the line, Sharona

Never gonna stop, give it up, such a dirty mind
I always get it up for the touch of the younger kind
My, my, my, aye-aye, woo!

Probabilmente, come me, chi legge questo testo, lo sta canticchiando dalla prima o dalla seconda riga. Sharona esiste davvero e all’epoca in cui Fieger scrisse questa canzone aveva 16/17 anni. Ora rileggetela e pensate se al posto di Sharona ci foste stati voi o la vostra sorellina adolescente.
Eppure tutti continuano a cantarla, continuano a comprare i dischi di Michael Jackson, a guardare i film di Woody Allen come se tutto ciò non fosse mai accaduto.

È quindi possibile separare il disgusto per la persona dall’ammirazione per il personaggio e della sua arte?

Forse l’errore di valutazione principale sta nel concetto di idolo: quando amiamo un personaggio dello showbiz, ci dimentichiamo del fatto che questo personaggio è prima di tutto una persona e, come tale, commette errori, reati, crimini. Anzi, spesso è proprio il suo status di persona di successo che legittima i suoi atti (o meglio, dà la percezione che siano accettabili). Tendiamo a entrare in un vortice in cui si idolatra il cantante o l’attore e in cui arriviamo alla fase della negazione o, peggio, della omissione.
Ma non dobbiamo assolutamente cadervici: è importante riuscire a compiere un’analisi razionale dei fatti.
Se uno sconosciuto facesse sesso con una 13enne usando il suo potere per circuirla, lo accetteremmo? Ovviamente no.
Perché accettarlo, dunque, solo perché l’ha fatto un mito della musica contemporanea o un regista da Oscar?

Io ho deciso che non comprerò Blackstar, come piccolo segno di indignazione, ma mi piacerebbe che il tema venisse ancora a lungo discusso per cercare di sensibilizzare la popolazione a un argomento tabù come questo.

 

Fonti e approfondimenti
(Le fonti sono riportate nell’articolo, con link diretto)

Riflessioni di Rebecca Hains
Riflessioni di Jody Allard

 

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4 thoughts on “David Bowie e l’accusa di stupro.

  1. Non è facile sai smettere di ammantare gli idoli di un’aurea di perfezione e correttezza. Se sei una persona normale, con un cervello funzionante e spirito critico, ti è possibile separare i due piani: quello dell’essere umano e quello dell’artista. Amare l’artista ma non apprezzare l’uomo.
    Nella maggior parte dei casi si tende a giustificare tanto (non tutto) a chi è famoso. A far finta di nulla, a dimenticarsi a dire “è una bravata”.
    Che tristezza.

    Liked by 1 persona

    1. Si, io ci provo ancora, anche se poi penso che tutta la produzione artistica viene influenzata molto dalle esperienze personali della persona, con tutte le sfumature del caso, quindi mi viene spontaneo fare un passo indietro, criticamente. Com’è difficile avere una morale, si stava meglio da adolescenti!

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  2. Non dico che l’artista si possa permettere tutto e che la sua fama lo giustifichi a priori, assolutamente no. Un reato è un reato, un comportamento non proprio da citare a modello è deprecabile in ogni caso.
    Distinguerei comunque l’artista dall’uomo, ciò che ha fatto da ciò che ha lasciato indipendentemente dal suo vissuto. Se così non fosse non parleremmo a scuola di Rimbaud e Verlaine, per citare due poeti che hanno fatto scandalo, e privare i ragazzi della conoscenza di opere meravigliose.
    David Bowie ha fatto moltissimo per la musica contemporanea, come Jim Morrison e altri (l’elenco saebbe davvero lungo). Acquistare i dischi e ascoltarne i brani non significa che si approvi il loro approccio alla vita. È arte che è libera per definizione e così mi piace pensare che rimanga, libera da pregiudizi e giudizi morali.
    Questa è ovviamente la mia opinione.
    Un caro saluto 🙂
    Primula

    Liked by 2 people

    1. Grazie mille per il tuo punto di vista, sono abbastanza d’accordo da un lato, ma dall’altro non ci riesco… Diciamo che razionalmente capisco il discorso che fai, ma emozionalmente ho un blocco molto forte che mi impedisce di riuscirci effettivamente!

      Liked by 1 persona

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